Online il video dell'intervento di Marco Orlandelli al 2° EUROPEAN HOME IMPROVEMENT FORUM 2012

10/12/2012

Inizia tutto il giorno prima del main event ed è lì che si intuisce subito che a Parigi, come a Vienna lo scorso anno e a Bruxelles l’anno prima, la macchina organizzativa delle due Associazioni di categoria EDRA e FEDIYMA che raccoglie le più grandi firme al mondo del DIY ed i principali fornitori della Grande Distribuzione, ha lavorato in modo eccellente. Pur essendo l’edizione dedicata al mercato Europeo, il numero degli iscritti (paganti!) ha sfiorato le 500 unità, ed è record! Complice certamente la splendida location, il parco divertimenti di Disney di Parigi, forse il costante aumento di interesse verso quello che una seria ed efficiente organizzazione riesce a mettere in piedi, forse gli argomenti trattati, fatto sta che, ogni anno, le presenze a questi eventi continuano ad aumentare. Questo mi fa riflettere, su come lo spirito di aggregazione in un ambiente competitivo come quello della Grande Distribuzione, riesca comunque a trovare momenti di condivisione così importanti dove, con lo sforzo del gruppo, il singolo riesce a portare a casa informazioni ed indicazioni vitali per il futuro; questi momenti assumono particolare importanza per chi, come Manager e CEO di importanti Aziende, hanno il difficile compito di prendere decisioni che determineranno l’andamento positivo o negativo delle loro Imprese. Grazie anche a questi momenti di analisi, di confronto e di tempo trascorso insieme a colleghi di altri Paesi che si ricevono input importanti e si intuiscono le tendenze del mercato. A questo proposito, il settore della Floricoltura, e più in particolare quello del Garden Center è stato un argomento di grande interesse e se solo fino allo scorso anno era un soggetto trattato ai margini del Convegno, a Parigi il settore Garden Center è stato argomento di primo ordine e non a caso, proprio il titolo “DIY Home & Garden Improvement” richiamava l’attenzione ad un settore che, volenti o nolenti, sta attraversando una fase di transizione a cui tutti gli interpreti dovranno decidere se farne parte ed essere interpreti del cambiamento, o rimanere fermi sulle proprie convinzioni con la certezza, più che un rischio, di essere travolti dal mercato che cambia.
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