Anche il verde è FICO

Anche il verde è FICO
Organizzazione Orlandelli nasce nel lontano 1983 dall’intuizione di mio padre che lancia nel mercato della Floricoltura Italiana il carrello per il trasporto di piante e fiori. Immediatamente dopo ha iniziato a produrre espositori di vario genere per poi affrontare il tema più complesso dell'arredamento di un punto vendita. Ora stiamo progettando sistemi innovativi di comunicazione visiva in coordinamento con l'immagine dell'intero punto vendita.

Evolversi, seguire e se sei bravo anticipare le tendenze di mercato, accerchiarsi di personale competente, appassionato e motivato, sono aspetti fondamentali se si vuole far sopravvivere e dare futuro ad una Impresa. Vale per tutti i settori.
Per fortuna, alla Orlandelli non ci manca nulla.

Abbiamo molta concorrenza, ognuno fa il suo. Quello che ci rende unici è la collaborazione con le altre aziende del Gruppo Orlandelli: il Garden Center Valle dei Fiori e la Giardini Valle dei Fiori dove progettiamo e realizziamo aree verdi. Abbiamo un business verticale dedicato alla Floricoltura. Questo ci permette di acquisire importanti nozioni che trasmettiamo nei nostri concept espositivi.

Come giudicate l’evoluzione dei garden center in Italia?
È oggettivo che in Italia ci siano margini di miglioramento enormi per il settore Garden Center, basta fare un giro in Francia, Germania, Olanda o in Inghilterra. Il Consumatore è pronto per una offerta commerciale più ampia e profonda.
Per come la vediamo in Organizzazione Orlandelli, in Italia ci sono molti Imprenditori di spessore a cui non manca la voglia di fare, siamo sulla strada giusta! lo vediamo anche dal numero e dalla qualità delle richieste che ci arrivano. La cosa che ci rende più fiduciosi è che, dopo alcuni anni di "distrazione", piante e fiori sono tornate ad essere il core business nei Garden Center; se non per volume di affari, lo sono per focus dell’offerta.
L’evoluzione è sempre in atto, molti Garden Center Italiani vivranno nei prossimi anni un cambio generazionale che porterà, spero, nuova linfa nel nostro mercato.
Anche l’aumento della concorrenza da parte della Grande Distribuzione sarà uno stimolo in più per fare sempre meglio!

Una spinta per migliorare ed accelerare ulteriormente questa trasformazione dei centri di giardinaggio potrebbe arrivare dal mondo della produzione, Vivaisti e Floricoltori. Oggi non basta produrre piante di alta qualità, il packaging ed il sistema espositivo sono fondamentali!
Abbiamo già realizzato concept dedicati ed il feedback nelle vendite ha raggiunto livelli che nemmeno noi immaginavamo.
È un messaggio che mando ai produttori: aumentate la visibilità del vostro brand agli occhi del Consumatore finale. Ne trarrete grandi benefici.

Perché in Italia si costruiscono troppo pochi garden center nuovi?
Il perché si costruiscono pochi nuovi Garden Center va ricercato in ragioni finanziarie, accessibilità al credito e complessità burocratica. Poi dico che gli Imprenditori dovrebbero essere più audaci e rischiare di più, se a questo si aggiungesse un sistema Paese più dinamico, in pochi anni vedremo crescere nuove realtà di alto livello!

Al di là delle nuove aperture, molti garden center italiani avrebbero bisogno di un restyling espositivo: non semplicemente per rinnovare arredi esausti, ma per progettare e sperimentare nuovi percorsi e layout espositivi più in linea con il 2018 e la nuova era digitale. Voi ormai non vi limitate alla vendita di arredi ma intervenite anche nel progetto creativo: per la vostra esperienza, i garden center italiani stanno lavorando in questa direzione?
La questione restayling non ha scusanti!
Voglio fare un parallelo con un altro settore, ho amici ad Hong Kong che lavorano nella ristorazione. Il contratto di affitto li obbliga a rinnovare il locale ogni tre anni! Lo fanno perché per tener alto il livello competitivo di una location, sia esso ristorante o altro, vanno dati nuovi stimoli ai visitatori. Ci spiace constatare che alcuni Imprenditori ci dicano "i miei banchi hanno più di 20 anni e funzionano ancora bene...". Non la trovo una mentalità vincente.

Magari è una mia impressione, ma mi sembra che avete intensificato le attività all’estero negli ultimi 10 anni. In caso positivo: cosa vi ha spinto?
Grazie a mio padre, Organizzazione Orlandelli è nata con la tendenza all'Internazionalizzazione, abbiamo clienti in molti Paesi Europei, in Australia, India, in Russia addirittura ci hanno messo il cappello di “drivers” per tendenze nel concept di Garden Center. Nel 2013 abbiamo aperto un ufficio in America ed in pochi anni i nostri concept espositivi sono entrati in molti Garden Center Americani. Puntiamo molto sull’offrire un design Italiano, proponendo la nostra professionalità e creatività. Il nostro modo di fare piace molto all’estero.
Avere la fortuna di lavorare con clienti di Culture diverse ci permette di acquisire nozioni nuove ad ogni progetto. Anche la natura del cliente stesso ci porta ad ampliare continuamente le nostre vedute. Ad esempio, quando siamo chiamati a progettare un spazio espositivo per la Grande Distribuzione, aspetti come la redditività a M2 piuttosto che la capacità di un espositore di “dialogare” con il visitatore, sono molto importanti.

Veniamo ora a Fico: come è nato questo progetto? Cioè: chi l’ha promosso? Quando? quanto è grande l’area della Serra di Flora Toscana? quale è stato esattamente il vostro ruolo?
Parliamo di Fico Eataly World?  che bello!

L'azienda che gestisce il punto vendita di piante e fiori a Fico è la Cooperativa Flora Toscana di Pescia. Una Azienda storica ed attuale. Il primo contatto per questo progetto è avvenuto al Mypalnt&garden dello scorso anno dove abbiamo presentato il concept Garden Center Identity. L'allora Direttore della Cooperativa, Walter Incerpi è stato bravo nell'immaginare l'installazione all'interno di Fico.
È curioso il motivo per cui Flora Toscana ha accettato di partecipare al progetto Fico.
Fico Eataly World è un parco agroalimentare unico al mondo ed è stato concepito per essere una vetrina delle biodiversità esistenti nel nostro Paese. Flora Toscana è lì per rappresentare il meglio della Floricoltura Italiana.
Poter entrare a far parte del mondo Eataly era una sfida molto entusiasmante e viste le premesse, devo dire che lo Staff ha lavorato con grande passione su questo progetto consapevoli del fatto che ci avrebbe portato un ritorno di immagine importante.

Abbiamo studiato ogni minimo dettaglio, dal banco di lavoro agli espositori all'immagine del punto vendita alla scelta del colore. Parliamo di un area di 110M2 in cui dovevamo concentrare eleganza, redditività, funzionalità e stagionalità dell’offerta.
Ovviamente, sicurezza, antincendio e altri aspetti tecnici hanno contribuito a rendere il progetto più complesso.
Lavorando a quattro mani con i ragazzi di Floro Toscana, abbiamo presentato il progetto agli Architetti di Fico. È stata una soddisfazione sentirsi dire che tutto andava bene e che l'idea progettuale era in linea con la loro filosofia di Eataly. Che bello!
Prima di essere consegnato, abbiamo realizzato il punto vendita all'interno del nostro Showroom. E’ una pratica che facciamo sempre quando realizziamo nuovi concept espositivi, una prova empirica che serve per constatare la fruibilità degli spazi  per gli addetti e la funzionalità del layout.
Se andate a Fico, cosa che consiglio, fateci avere il vostro parere, ne faremo tesoro.

Nei garden center spesso prevalgono i colori (il verde soprattutto) e il “legno” più o meno grezzo: nel vostro concept avete invece optato per il bianco, con un risultato molto luminoso e capace di far risaltare i colori delle piante. Anche la struttura, così minimal, sembra quasi scomparire. Il nuovo garden center sarà più “elegante”, o è un scelta adottata solo per Fico?
Non parlerei di arredamento elegante, crediamo che il Garden Center debba creare ambienti coinvolgenti, armoniosi e nello stesso tempo, commercialmente aggressivi. Lo studio del layout e dell'immagine sono direttamente legati al successo di qualsiasi punto vendita.

Come sarà il Garden Center del futuro?
A nostro modo di vedere non c'è una tendenza trasversale che unisce tutti i Garden Center. Stiamo lavorando su progetti completamente diversi uno dall'altro e funzioneranno tutti. Noi stessi incentiviamo la personalizzazione del proprio punto vendita. In questo momento stiamo lavorando sul progetto di due importanti catene di Garden Center, una America ed una in Australia, in entrambi i casi abbiamo proposto di NON creare continuità tra un punto vendita e l’altro proprio per evitare che il cliente possa pensare che visto uno, sono visti tutti.

È in atto una grande trasformazione nel mondo del commercio, l'avvento di internet con la vendita online sta acquisendo sempre più quote di mercato. Per i punti di vendita fisici è indispensabile creare ambientazioni di grande effetto al fine di dare al visitatore, una ragione in più per tornare a trovarci.
È su questo che stiamo lavorando per dare ai nostri clienti concept espositivi belli, funzionali e redditizi.

Fonti:

Articolo a cura di GREENline
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