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Il carrello come asset logistico: l’intervista a Marco Orlandelli

Il carrello come asset logistico: l’intervista a Marco Orlandelli

Organizzazione Orlandelli opera nel settore dell’orto-floro-vivaismo dal 1983. In oltre quarant’anni di attività ha vissuto in prima linea le dinamiche operative della filiera, in particolare quelle legate alla gestione dei carrelli utilizzati per il trasporto delle piante. Ogni giorno migliaia di carrelli circolano tra produttori, trasportatori, grossisti, garden center e rivenditori, ma spesso nessuno ha una visione chiara e aggiornata di dove si trovino realmente. Da questa esperienza nasce l’interesse a sostenere la start-up innovativa SYNKRO, che sta sviluppando l'App pensata per digitalizzare la contabilità del dare/avere dei carrelli tra le aziende della filiera florovivaistica. Organizzazione Orlandelli ha scelto di investire concretamente in SYNKRO, credendo fermamente nella validità di un progetto che risponde a un’esigenza reale del mercato. Questo investimento non rappresenta solo un impegno interno, ma si configura come una straordinaria opportunità per tutte le aziende del settore. 

Ecco un estratto delle domande dell'intervista del magazine Agriflortec a Marco Orlandelli sul perché questo tema è oggi così rilevante per il settore del florovivaismo. 

G. : Marco, Organizzazione Orlandelli lavora nel settore da oltre quarant’anni. Perché avete deciso di investire in SYNKRO? 

M. : La nostra azienda vive da sempre le dinamiche operative della filiera florovivaistica. In questo settore il carrello è lo strumento che permette alle piante di viaggiare in modo protetto dal produttore fino al punto vendita. È un elemento logistico fondamentale, ma spesso viene sottovalutato. In realtà il carrello è un vero asset aziendale: ha un valore economico e rappresenta una parte importante del capitale logistico delle imprese. Molte aziende si rendono conto di quanto sia importante solo in due momenti: quando improvvisamente si rimane senza carrelli, oppure quando il credito di carrelli in circolazione presso clienti e trasportatori raggiunge valori molto elevati. 

Per questo abbiamo deciso di sostenere SYNKRO. Non si tratta semplicemente di investire nello sviluppo di una App, ma di supportare una startup innovativa che vuole affrontare un problema strutturale della filiera: la gestione della contabilità del dare e avere dei carrelli. Se riusciamo a migliorare questo processo, ne beneficia non solo una singola azienda, ma l’intero settore.

G. : Dove nasce il problema nella gestione dei carrelli? 

M. : Il carrello in sé è un oggetto molto semplice: una base, quattro colonne e dei ripiani. La complessità nasce nel momento in cui le aziende devono gestire lo scambio dei carrelli lungo la filiera. 

Facciamo un esempio molto concreto. Un’azienda può far partire una spedizione di piante – ad esempio 20 carrelli di ciclamini con quattro ripiani per carrello. Arriva un trasportatore, carica le piante insieme ai carrelli e le porta a destinazione, ad esempio presso un garden center. Nel momento della consegna dovrebbe avvenire il cosiddetto scambio alla pari: il trasportatore dovrebbe ritirare lo stesso numero di carrelli smontati come reso. Quando questo non accade – e succede molto spesso – si procede con un buono cartaceo che registra la differenza tra i carrelli consegnati e quelli restituiti. In pratica si crea una posizione di dare o avere tra le aziende. 

Il problema è che nel tempo questi buoni cartacei si accumulano, si perdono oppure risultano difficili da interpretare. Spesso vengono firmati velocemente durante le operazioni di carico e scarico e riportano firme poco leggibili o difficili da ricondurre con certezza a una persona. Può capitare anche che il trasportatore non ritorni i carrelli ricevuti oppure ne ritorni solo una parte. Alla fine, a distanza di mesi, diventa estremamente difficile ricostruire con precisione la situazione reale. Per questo, parlare oggi di “gestione dei carrelli” è quasi un eufemismo: nella pratica si genera spesso una grande confusione e non sono rari attriti anche molto forti tra aziende proprio su questi conteggi.

G. : In questo contesto parlate di trasformare il buono cartaceo in un buono digitale. Cosa significa concretamente? 

M. : Oggi lo scambio dei carrelli viene registrato principalmente tramite buoni cartacei. L’App SYNKRO non fa altro che trasformare questo stesso buono in un buono digitale, mantenendo quindi la stessa logica operativa ma sfruttando tutti i vantaggi della digitalizzazione. Ogni passaggio viene registrato nel sistema e diventa parte di una vera e propria catena di custodia del carrello, cioè una sequenza chiara e verificabile di tutti gli scambi che avvengono tra le aziende della filiera. Questo permette di certificare in modo semplice e inequivocabile ogni passaggio logistico. 

I vantaggi della digitalizzazione sono molto importanti. Da un lato c’è una maggiore sicurezza del dato, perché le informazioni non dipendono più da documenti cartacei facilmente smarribili o difficili da interpretare. Dall’altro c’è una forte riduzione del tempo necessario per gestire la contabilità dei carrelli, perché le informazioni sono immediatamente disponibili e condivise tra le parti.

G. : Quindi l’obiettivo non è solo tecnologico. 

M. : Esattamente. L’obiettivo non è semplicemente introdurre una nuova App. L’interesse è che il settore possa progressivamente adottare un sistema comune per gestire il dare e avere di tutti i tipi di carrelli. Quando ogni azienda utilizza metodi diversi per registrare gli scambi, il rischio di errori e incomprensioni aumenta. Quando invece esiste un linguaggio condiviso e una registrazione chiara dei passaggi, tutto diventa più semplice. Per questo crediamo che investire nello sviluppo di uno strumento come SYNKRO possa portare benefici concreti a tutta la filiera." 

G. : Che cambiamento richiede questo al settore? 

M. : Credo che il primo passo sia riconoscere il valore logistico dei carrelli. Non sono solo un supporto per trasportare le piante, ma uno strumento di lavoro che circola continuamente tra aziende diverse. Gestirli in modo più strutturato significa proteggere un patrimonio che appartiene alla filiera. La digitalizzazione può aiutare proprio in questo: rendere più semplice, più trasparente e meno conflittuale la gestione di un elemento che, pur essendo spesso dato per scontato, è essenziale per far funzionare tutto il sistema.

Maggiori informazioni: Synkro

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