1° EUROPEAN FORUM D.I.Y.

30/09/2010

1° EUROPEAN FORUM DIY
Le nuove opportunità dopo la crisi – di Marco Orlandelli

 
Presso il lussuoso hotel Intercontinetal a pochi passi dal centro di Vienna, il 10 e 11 giugno scorso si è tenuto il primo Forum per i DIY ( acronimo di “ do it yourself “ ovvero “ fai da te “ ) organizzato da EDRA ( European DIY Retail Association ) e FEDIYMA ( European Federation of DIY Manufactures ).
Nella due giorni di Vienna hanno parlato i CEO delle più importanti catene DIY d’Europa  mettendo in chiaro quali sono i progetti e le linee guida su cui stanno lavorando per ritornare a correre dopo un periodo di bassa prosperità. La due giorni di Vienna è stata un susseguirsi di importanti relatori tra cui vale la pena menzionare Sergio Giroldi CEO di OBI, il colosso Tedesco del DIY con un giro d’affari di oltre 5 miliardi di Euro, Ian Cheshire CEO della Kingfisher e Martin Essl CEO bauMax. Durante il Forum è emerso uno degli argomenti che sempre di più segnerà il business di molti settori merceologici per i prossimi anni e cioè, l’ecosostenibilità e l’attenzione che il cliente avrà nell’acquistare prodotti ad impatto ambientale zero. Per questo motivo, sul palco del forum si sono succeduti personaggi del calibro di Robert Swan, Herman Van den Broeck, Ibrahim Ibrahim, nomi che ai più risulteranno sconosciuti ma che nel mondo della ecosostenibilità trovano importanza a livello internazionale. Robert Swan per esempio è un esploratore di fame mondiale, il primo uomo al mondo ad aver camminato sui ghiacciai di entrambi i poli. Conta numerose spedizioni tra cui quella commissionata dalle Nazioni Unite per  Earth World Summit.
 
Il Forum ha dato veramente spunti interessanti e nonostante fosse alla sua prima edizione, l’ottima organizzazione ha portato in platea circa 350 persone che hanno seguito con grande attenzione i vari momenti. E’ stata presentata una ricerca sugli andamenti delle vendite Europee dei DIY suddivise per nazione ed è stato poco confortante vedere che quasi tutti i paesi facevano registrare il segno meno. A titolo informativo  l’Italia risulta essere tra i paesi che nonostante la forte crisi, ha mantenuto un livello stabile di consumi.
Le principali linee guida che i relatori hanno tracciato in questo Forum saranno le linee su cui verranno fatti i maggiori investimenti e su cui concentreranno le loro attenzioni. Tanto per segnalare alcuni temi principali:
  • Sensibilizzare le politiche Aziendali nel rispetto dell’ambiente
  • Aumentare la proposta vendita dei prodotti eco-sostenibili
  • Potenziamento del canale vendita on-line
  • Maggior attenzione al settore del Garden Centre
 
Non è certo un mistero che tra i progetti dei Big del “fai da te” il settore del Garden Centre sia di forte interesse. Infatti, il settore Garden negli attuali DIY detiene una certa importanza grazie all’alto fatturato dovuto in particolar modo alla vendita di mobili da giardino e attrezzature varie come motoseghe, decespugliatori o taglia-erba. Un passo naturale è stato quello di affiancare le piante che oggi ricoprono poca importanza ai fini del fatturato ma di grande rilevanza nell’attrarre il cliente nel punto vendita facendo intuire che investendo di più nel settore, la risposta del pubblico sarà decisamente positiva.
Inoltre, un’altra importate considerazione emersa durante il convegno è stato il calo del fatturato nelle vendita di mobili ed arredamento per interni a causa dalla pesante crisi economica che a sua volta, ha generato uno stallo nelle costruzioni di nuove case.

Insomma, la conclusione che deve far riflettere i gestori del Graden Centre è stata che per il DIY il business non sarà più indoor ma outdoor, facendo specifico riferimento al Garden Centre. Questo scenario farà cambiare gli assetti attuali e nei prossimi 5 anni i Garden Centre dovranno studiare come modificare il modo di porsi nei confronti della clientela. Le catene DIY in Italia sono già molte ma continueranno a crescere e sempre più investiranno nel garden Centre. Se pensiamo che Aziende come Ikea investono nella costruzione di Garden Centre adiacenti ai propri store, non c’è da meravigliarsi che altri lo facciano a ruota. L’esperienza che ho vissuto in Ucraina con la più grande catena DIY nazionale del paese, la ditta Epicentr, mi ha fatto capire che la grande macchina organizzativa che lavora dietro le quinte dei DIY e la potenzialità economica che possono mettere in campo, danno la possibilità a questi gruppi di realizzare progetti molto ambiziosi in pochissimo tempo.
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